Tipologie di filato: lana, cotone, alpaca e sintetici
La scelta del filato è la decisione più importante prima di iniziare un lavoro a maglia. Ogni fibra ha caratteristiche di elasticità, peso e comportamento al lavaggio che influenzano sia la lavorazione sia il risultato finale.
Lana merino: fibra morbida, elastica e con buona capacità termica. Si lavora facilmente, è disponibile in molti titoli (dalla lana fine fingering al bulky) e regge bene al lavaggio in lavatrice a 30°C se trattata. Ideale per maglioni, cappelli e sciarpe invernali.
Cotone pettinato: fibra non elastica, pesante e fresca. Richiede aghi di dimensioni inferiori rispetto alla lana dello stesso titolo per ottenere un tessuto compatto. Ottimo per accessori estivi, maglie leggere e amigurumi. Tende a perdere forma se non si usa una struttura di punto adeguata.
Alpaca: fibra molto morbida, più calda della lana e leggermente infeltribile al calore. Spesso miscelata con lana o seta per aumentarne la stabilità. Il pelo lungo richiede una certa attenzione nella lavorazione per evitare che i punti si perdano nel pelo del filato.
Filati sintetici (acrilico, nylon, poliestere): lavabili in lavatrice, resistenti e stabili nel colore. Utili per capi destinati all'uso frequente o per lavori tecnici come borse strutturate. Il principale svantaggio è la scarsa traspirazione. I filati misti lana-acrilico combinano la morbidezza naturale con la praticità del lavaggio.
Il titolo del filato e come leggerlo sull'etichetta
Il titolo indica lo spessore del filo. I sistemi di classificazione più diffusi in Italia sono quello metrico (Nm) e quello anglosassone (yards/oz), ma sulle etichette dei filati da lavoro si trovano spesso anche classificazioni descrittive:
- Lace / Fingering: filati molto sottili, per lavori delicati o con ferri 2–2.5 mm.
- Sport / DK (Double Knit): medio-sottili, versatili, ferri 3–4 mm. I più usati per maglioni leggeri.
- Worsted / Aran: filati medi, ferri 4–5.5 mm. Standard per lavori classici a maglia.
- Bulky / Super Bulky: filati spessi, ferri 6–10 mm e oltre. Lavorazione veloce, per coperte e sciarpe voluminose.
Ferri da maglia: misure, materiali e tipo di punta
I ferri da maglia sono classificati per diametro in millimetri. La misura indicata sullo schema corrisponde al ferro da usare per ottenere la tensione di campione (gauge) specificata. Se la propria tensione personale produce punti più laschi del campione, si scende di mezza misura; se più stretti, si sale.
I materiali dei ferri influenzano sensibilmente la velocità di lavoro:
- Bambù e legno: superfici leggermente ruvide che trattengono il filo, ideali per principianti e per filati lisci e scivolosi come la seta o l'alpaca.
- Alluminio: leggeri e resistenti, la punta scorrevole accelera la lavorazione. Adatti a filati strutturati come il cotone.
- Acciaio inox: i più scorrevo li, preferiti da chi lavora velocemente. Non si graffiano e durano nel tempo.
- Plastica / Resina acrilica: leggeri e flessibili, disponibili in molte lunghezze. Usati spesso nei ferri circolari lunghi per lavori su grandi quantità di punti.
Ferri dritti, circolari e a doppia punta: quando usarli
Ferri dritti: il formato classico in due bacchette, adatti per lavori piatti (pannelli, sciarpe, maglioni a pezzi). Lunghezze standard: 25, 35 e 40 cm. Oltre i 40 cm diventano scomodi perché il peso del lavoro grava sul polso.
Ferri circolari: due punte collegate da un cavo flessibile. Consentono sia la lavorazione in tondo (calze, cappelli, maglioni senza cuciture) sia i lavori piatti di grandi dimensioni (coperte, giacche). La lunghezza del cavo deve essere inferiore al perimetro del lavoro in tondo.
Ferri a doppia punta (DPN): bacchette con punta su entrambi i lati, usate in set da 4 o 5 per lavorare su piccole circonferenze come le calze, le dita dei guanti e i polsini dei maglioni.
Come fare il campione di tensione e perché non saltarlo
Il campione di tensione è un quadrato di almeno 10×10 cm lavorato con i materiali e il punto indicati nello schema. Si conta il numero di maglie e di ranghi per 10 cm e si confronta con il gauge richiesto. Una differenza anche di mezza maglia ogni 10 cm si traduce, su un maglione adulto, in diversi centimetri di differenza nella misura finale.
Farlo in anticipo non è obbligatorio per sciarpe o coperte dove la misura esatta non è critica, ma diventa indispensabile per capi d'abbigliamento sagomati. Lavare e bloccare il campione prima di misurarlo dà una lettura più accurata perché molti filati si allargano o si stringono dopo il primo lavaggio.
Fonti: Wikipedia – Lavoro a maglia · Craft Yarn Council – Yarn Weight System